Ischia, a tavola con i fiori: a Ipomea gli chef stellati cucinano petali
Fonte la Repubblica di Pasquale Raicaldo - Foto di Enzo Rando
Forse in amore le rose non si usano più. Ma in cucina sì. Insieme alla lavanda e ai petali di acacia e persino al polline. Perché l’ultima frontiera del gusto è rappresentata dai fiori: belli e profumati, ma anche insospettabilmente saporiti. L’idea arriva dall’isola d’Ischia, e da Ipomea del Negombo, la mostra mercato delle piante della fascia temperata calda, dove – durante l’affollata degustazione gourmet di domenica - i visitatori si sono lasciati conquistare da inconsueti sapori mediterranei, accuratamente selezionati e portati in tavola da alcuni tra gli chef più qualificati del territorio. E del resto non è certo una novità la cucina dei fiori cosiddetti eduli, già nota in epoca romana: cinquanta varietà commestibili, povere di grassi e ricche di sostanze nutritive, minerali, proteine e vitamine in primis.
Estetica e gusto si sono così mirabilmente intrecciati, tra gli stand del Negombo, nella tartare di palamita con fiori di acacia, maionese di camomilla e lamponi fermentati di Pasquale Palamaro, chef stellato di “Indaco” del Regina Isabella, o nella delicatissima pasta-riso di Nino Di Costanzo, due stelle Michelin con il suo “Danì Maison”: a insaporirla latte di bufala, burro, parmigiano, bucce di limone, arance e lime, con buccia sbianchita di agrumi, fiori e foglie di nasturzio, melissa e polline. Ivano Veccia, che a Ischia si fa ambasciatore dell’arte della pizza con il ristorante “Da Ciccio”, ha invece proposto una montanara con pesto di pomodoro datterino, grana e fiore del basilico thai.
Capitolo dessert: Nello Iervolino del Regina Isabella ha proposto la sensazione floreale, un trionfo di estetica con ginepro, glicine e lavanda. Padrone di casa in qualità di chef executive del Negombo, Emmanuel Di Liddo ha proposto un dolce dal nome evocativo, “Come nasce un fiore”, con un terriccio fatto di sablé ai semi di fiori, un ramo con knel di cioccolato dark e gel di mango e, al centro, un fiore di ginestra. Ivano Veccia ha invece insaporito la sua pizza fritta adagiandola su un letto di crema di cioccolato, con cannella, ricotta di bufala, fiori di lavanda, citronella e fiori eduli. Delizie profumate: dirlo con i fiori può solleticare anche il gusto.




























