"Ischia Safari", in quattromila per la festa del gusto

Fonte la Repubblica di Pasquale Raicaldo

C’è una pietanza che sembra fatta di brandelli di plastica e che è invece un messaggio contro l’inquinamento: amidi cotti e cristallizzati formano pezzettini gustosi da ingerire. “Proviamo a sensibilizzare il pubblico sulla riduzione delle plastiche”, spiega lo chef stellato Pasquale Palamaro. E ancora: un finto sushi di verdure e un crocché che è una sfogliatella, una pizza fatta con l’acqua termale di Nitrodi (chapeau, Franco Pepe), una birra in bottiglia da vino e una lunga teoria di piatti straordinari da vedere e dal sapore, neanche a dirlo, irresistibile.
Nulla è come sembra nella quinta edizione di “Ischia Safari”, la rassegna dedicata all’enogastronomia (con chiaro intento benefico) che rivela numeri da record: più di 4000 persone alla serata del Negombo, dopo la charity dinner del Regina Isabella (sold out anche quella). Chef, cuochi, pizzaioli, pasticcieri e artigiani del gusto hanno raccontato il territorio rispondendo alla chiamata alle armi di Nino Di Costanzo, due stelle Michelin con il suo Danì Maison, e Pasquale Palamaro. Gli introiti dell’evento finiscono agli istituti alberghieri, l’obiettivo – lusinghiero - è quello di aiutare i giovani studenti a crescere e a diventare protagonisti nel mondo della ricettività, dell’accoglienza, della ristorazione in Italia e nel mondo.
“È stata un’edizione che ha rafforzato la vocazione di Ischia Safari a far conoscere la buona educazione a tavola con una eccellente offerta anche culturale e scientifica. – spiega Di Costanzo - L’Italia è un paese meraviglioso sotto il profilo dei giacimenti culturali che sono meta di pellegrinaggio di turisti. Ma l’Italia è anche il giardino d’Europa che ha lungo lo Stivale tante cattedrali del sapore”. “Non c’è territorio, area costiera o interna, regione d’Italia che non possa essere raccontata oltre che da monumenti o antiche vestigia anche dai prodotti della terra o i cibi che sono prelibatezze che rimandano a storia, tradizioni e popoli. È questa l’Italia più bella, quella vera, quella che viene raccontata con saperi e sapori a Ischia Safari” aggiunge Palamaro.
Un’Italia rappresentata dai grandi nomi della ristorazione, da Andrea Berton ad Andrea Aprea, passando per i fratelli Roberto ed Enrico Cerea, Emanuele Petrosino, Francesco Sposito, Gaetano Trovato, Pino Cuttaia, Andrea Migliaccio e Manuel Conti, Giancarlo Morelli, fino allo chef emergente Emmanuel Di Liddo di “Al Fugà” e al suo delicato risotto allo scarpariello.
 E ancora: tra gli stand i formaggi di Peppe Iaconelli e gli hamburger della Braceria Bifulco, le pizze di Ivano Veccia e dei fratelli Salvo, il babà affumicato di Crescenzo Trani e quello con gelato al pane e fico candito di Ada D’Amato. Qualche curiosità? La pizza senza glutine di Sara Palmieri di “10 Diego Vitagliano” di Bagnoli o il “pandiseta” di Daniele Landolfi: il pane lievita in canovacci di seta in omaggio, racconta, “ai miei avi che lavoravano a San Leucio”. Curiosità anche per il “cuoppo dolce” di Nello Iervolino, pasticciere di Indaco, che ama giocare con le illusioni. Alla fine tutti in spiaggia al ritmo di musica.

Foto di Marco Albanelli, Alessandra Massa, Franco Trani